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sabato 1 Ottobre 2022
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    Prezzi sempre più in alto. Si risparmierà sui regali

    I dati nazionali sull’inflazione diffusi dall’Istat non sono incoraggianti, quelli che riguardano il Sud ancor meno.

    Quanto pubblicato dall’Istituto, sull’aumento dell’inflazione, mette in agitazione da giorni associazioni di consumatori e commercianti sui possibili sviluppi sociali. A tal proposito Confcommercio Potenza lancia l’allarme e avverte: «Bisogna fare attenzione all’indagine che, come tutte le statistiche di carattere nazionale riferite ai consumi nella nostra realtà commerciale si carica di maggiore negatività». A livello nazionale l’atteggiamento cauto delle famiglie in relazione agli acquisti è sicuramente figlio dello stato di incertezza economica generato dal prolungarsi della pandemia. Quest’ultima porterà a una spesa pro capite, per i regali di Natale, di 158 euro rispetto ai 164 dello scorso anno.
    Realisticamente in Basilicata, secondo le indicazioni raccolte tra gli associati Confcommercio, potrebbe accadere che la spesa si riduca di un ulteriormente 10%. Il timore è che i piccoli negozianti e imprenditori del territorio non riescano a reggere la combinazione dei fattori negativi: calo dei consumi e crescita dell’inflazione. Per questo si è tutti impegnati nella promozione del “local” a discapito del “global”.
    A questo proposito, per le vie della Lucania, è visibile, da qualche giorno, lo slogan parte di una campagna di promozione degli acquisti a chilometro zero: “Il negozio di vicinato è la tua famiglia, tienilo in vita”.
    Tutta un’altra storia la Puglia che pare allineata al resto del territorio nazionale. Si difende grazie al turismo che continua a sostenere i consumi. Buone notizie, almeno per ora, da Confmoda che tramite il Presidente di Bari e Bat, Carlo Saponara, rassicura i consumatori: «I prezzi dei tessili oggi non sono aumentati, perché corrispondono ai capi acquistati circa 8 mesi fa, con prezzi bloccati prima del caro energia. Il settore abbigliamento potrebbe, però, subire l’effetto onda lunga con la prossima stagione, a causa degli attuali aumenti dei costi di produzione».
    La recente nota dell’Istat sull’aumento dell’inflazione non è stata dunque un fulmine a ciel sereno. Secondo l’ente di ricerca “nel mese di novembre 2021, si stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registri un aumento dello 0,6% su base mensile e del 3,7% su base annua (da +3,0% del mese precedente); la stima preliminare era +3,8%”. Questa rivisitazione al ribasso tuttavia non rassicura le famiglie che, secondo il Codacons, avranno un aumento dei consumi pari a 1,137 euro annui. Un vero e proprio massacro, soprattutto se si considera che si tratta del tasso di inflazione più alto degli ultimi 13 anni. Peggio di novembre 2021 solo settembre 2008, quando la crisi dei mutui subprime, partita dagli Stati Uniti, investì tutta l’Europa.
    Le cause principali sono il rincaro dei prezzi dei beni energetici (da+24,9% di ottobre a +30,7%).
    Un ruolo determinate è da attribuire, in particolare, all’aumento della componente non regolamentata, cioè delle tariffe di energia elettrica e gas che pesano in bolletta 24,3% contro il 15,0% del mese precedente. Il balzo dell’energia provoca un effetto domino su tutto il carrello della spesa coinvolgendo i beni lavorati e non, oltre ai servizi relativi ai trasporti.
    Da parte del Governo sono al vaglio nuovi interventi, che si aggiungono a quelli di luglio e settembre.
    Tutte soluzioni pensate per evitare di gravare sulle tasche dei consumatori con l’arrivo delle nuove bollette e, allo stesso tempo, incoraggiare lo shopping natalizio. Il fondo ad hoc, non ancora approvato e previsto nella legge di Bilancio per controllare il caro energia, verrebbe quasi raddoppiato passando da 2 a 3,8 miliardi, di cui 1,8 miliardi impiegati per portare a zero le aliquote di utenze domestiche e non; 600 milioni per ridurre l’IVA del 5%, 500 per gli oneri di sistema che già erano stati ridimensionati a luglio ma non annullati e, infine, 900 per azzerare l’aumento in bolletta per i beneficiari del bonus sociale. Tuttavia «l’Italia è impegnata a trovare una soluzione strutturale al problema dei prezzi dell’energia a livello europeo” lo ribadisce il Presidente Mario Draghi nell’ultima comunicazione al Senato della Repubblica».

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