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sabato 1 Ottobre 2022
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    Bari, il Tar accoglie il ricorso sull’impianto NewO Decaro: «Speriamo che il sipario sia calato»

     «Abbiamo sempre considerato la vicenda dell’impianto NewO un serio rischio per il nostro territorio. Sono lieto che il Tar abbia accolto tutte le nostre osservazioni, che abbiamo condiviso con le associazioni ambientaliste e con il Comune di Modugno, e abbia chiarito che le sperimentazioni si evolvono in progetti industriali solo e soltanto se la sicurezza dei cittadini e del territorio è cosa certa. Spero che sia calato definitivamente il sipario su questa vicenda». È il commento del sindaco di Bari, Antonio Decaro alla decisione del Tar sulla vicenda NewO. I giudici amministrativi hanno accolto il ricorso del Comune di Bari, cui avevano aderito numerose altre amministrazioni tra cui la Città Metropolitana, il Comune di Modugno e il consorzio Asi. Il Comune di Bari aveva, infatti, impugnato la determina regionale di rilascio dell’Aia (Autorizzazione integrata ambientale) in favore della NewO spa per la realizzazione di un impianto di ossicombustione dei rifiuti nel territorio di Bari e a ridosso del Comune di Modugno. Il Tribunale amministrativo ha ritenuto fondati tutti i motivi di ricorso censurando tutte le lacune nel procedimento autorizzativo segnalate dal Comune di Bari già con la nota del sindaco del 17 dicembre 2017. Nell’ambito di una sentenza molto articolata, risultano particolarmente interessanti i passaggi che chiariscono come l’utilizzo dichiarato ma non dimostrato di rifiuti provenienti dal ciclo dei Rifiuti Solidi Urbani avrebbe richiesto la realizzazione di una procedura pubblica di selezione. I giudici segnalano come l’impianto non fosse compreso nel piano regionale dei rifiuti. Altrettanto interessanti le osservazioni sulla incompletezza della sperimentazione dell’impianto di Gioia del Colle, che erano state segnalate sia dal Comune che dalle associazioni ambientaliste e che motivavano la forte preoccupazione dei cittadini baresi per una iniziativa industriale molto acerba dal punto di vista della sicurezza industriale. Il Collegio ha ricordato che la declassificazione dei risultati industriali dell’impianto NewO (le così dette ‘perle vetrose’) è una attività che compete al ministero dell’Ambiente e non può essere decisa dalle singole Regioni.«Abbiamo vinto». L’ha dichiarato il sindaco Nicola Bonasia a poche ore da una notizia tanto attesa. La sentenza segna una svolta decisiva in una “battaglia” condotta con tutti i sindaci e annulla l’autorizzazione ottenuta dalla Regione Puglia nel 2018: non si potrà procedere alla realizzazione dell’impianto nella zona industriale di Bari-Modugno. Una lotta lunga, spesso rinviata, che si basava su un concetto sostanziale: «Come può una regione, che ha fatto della raccolta differenziata la sua bandiera, che promuove i principi di gestione sostenibile delle risorse, dire sì all’incenerimento?».Tanti dubbi, sollevati anche dalla precedente amministrazione Magrone, sulla natura delle perle vetrose nelle quali i rifiuti sarebbero dovuti essere trasformati. Praticamente nulli gli studi di impatto ambientale di un impianto che non era mai stato sperimentato e che, in altre parti D’Italia, è stato bloccato. Ha vinto il ragionevole dubbio e il principio di precauzione che impone che quando sussistono incertezze o perplessità riguardo all’esistenza o alla portata di rischi per la salute delle persone, possono essere adottate misure di protezione senza dover attendere che siano pienamente dimostrate l’effettiva esistenza e la gravità di tali rischi. «Da Presidente dell’Aro Ba2 non posso che essere enormemente soddisfatto di questo risultato ottenuto di concerto con gli altri sindaci dei comuni coinvolti – scrive sul suo profilo il sindaco Bonasia – È stata una vittoria per l’ambiente e, soprattutto, per il nostro territorio. Continueremo ad essere vigili e a mantenere alta l’attenzione. La nostra terra non si tocca!»

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