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domenica 25 Settembre 2022
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    Arrestato il Direttore Generale del Policlinico di Foggia Vitangelo Dattoli. Ai domiciliari anche altre 5 persone

    Vitangelo Dattoli, il direttore generale degli Ospedali Riuniti di Foggia, è stato posto agli arresti domiciliari nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Foggia, e coordinata dalla Guardia di Finanza,  su presunti appalti truccati, tra cui quello relativo all’elitrasporto degli organi per i trapianti.

    Sono due gli appalti contestati dalla procura di Foggia in un’indagine condotta dal gruppo Tutela mercato beni e servizi del nucleo di Polizia economica e finanziaria della Guardia di finanza di Bari nella sanità pubblica foggiana. Il primo, affidamento del servizio di elisoccorso ordinario, per un impegno di spesa pari a 36 milioni e 600mila euro per il primo quinquennio e 22 milioni e 800mila per l’eventuale proroga contrattuale opzionale, bandito dalla Asl si riferisce alla gestione dell’elisoccorso. Il secondo, il servizio di trasporto aereo di organi e di équipe medica per attività di prelievo e trapianto organi, per 2milioni e 643mila euro per il primo quadriennio, estendibile in caso di proroga fino a 4 milioni e 622mila, invece, è stato bandito dagli ospedali riuniti di Foggia.
    Da stamattina sono agli arresti domiciliari il direttore generale degli ospedali riuniti di Foggia, Vitangelo Dattoli, 63 anni, Roberto Puccillo, 77 anni, amministratore unico pro tempore della AliDaunia, sua figlia Roberta Valentina di 41 anni, direttore amministrativo dell’AliDaunia, Costantino Quartucci, 57 anni, direttore dell’area gestione patrimonio degli ospedali riuniti di Foggia, Rita Acquaviva, anche lei di 57 anni, dirigente dell’area gestione tecnica dell’Asl di Foggia, e Antonio Apicella, 61 anni, già arrestato nella precedente operazione “Nuvole d’oro” della Guardia di finanza, cognato di Roberto Puccillo, ex dirigente medico della Asl ed ex presidente dell’Ambgas di Foggia, ritenuto dagli investigatori il “faccendiere” del gruppo.
    Le ipotesi di reato sono turbata libertà degli incanti, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, reati commessi a Foggia tra il 2019 e il 2020.
    Secondo l’accusa, i vertici dei rappresentanti ufficiali degli enti pubblici committenti, avrebbero creato con l’AliDaunia srl, e grazie all’intermediazione di un medico in pensione particolarmente inserito nel tessuto politico-sociale della città dauna, una “corsia parallela riservata” che avrebbe consentito alla società di aggiudicarsi le gare all’insaputa dei suoi concorrenti. Nella prima fase pilotavano la composizione delle commissioni di gara e poi condizionavano l’operato dei commissari. Addirittura, nel primo dei due appalti, i referenti di AliDaunia sarebbero stati i ghost writers del capitolato speciale e del disciplinare di gara.
    L’inchiesta si è avvalsa di numerose intercettazioni tecniche con i contenuti dei file condivisi tra l’AliDaunia e gli enti pubblici, estrapolati poi dai supporti informatici sequestrati nel corso delle perquisizioni locali e domiciliari del febbraio 2020.
    In attesa della definizione della posizione di Dattoli, la funzione di direttore generale degli ospedali riuniti di Foggia sarà assunta dal più anziano tra direttore sanitario e amministrativo, come previsto dalla legge, a meno che non vi sia un atto del dg che ne designi il sostituto. Sono in corso verifiche su quest’ultimo punto.

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