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martedì 27 Settembre 2022
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    Dopo undici anni si ricorda la ragazza di Avetrana

    Stasera va in onda sulla piattaforma Sky la prima delle quattro puntate della docuserie “Sarah – la ragazza di Avetrana”, prodotta da Groenlandia e tratta dall’omonimo libro scritto da Flavia Piccinni e Carmine Gazzanni (Fandango Libri, 2020) che ricostruisce tutta la vicenda non solo dal punto di vista giudiziario ma anche mediatico, concentrandosi sulla sua spettacolarizzazione. Questo tragico evento ha sconvolto e segnato l’Italia, modificando in maniera importante la conduzione di una indagine, sin dai suoi primi momenti.

    «Poche cose si sono conficcate nella mia memoria – ha affermato Flavia Piccininni – come lo sguardo di Concetta Serrano, la madre di Sarah Scazzi, quando lungo la diretta di Chi l’ha visto?  Federica Sciarelli le comunicò che la figlia era morta, e che nelle campagne intorno Avetrana se ne stava cercando il corpo guidati dallo zio Michele. Quello non è stato solo l’ultimo episodio del horror show che si stava dipanando in Salento, ma la definitiva perdita dell’innocenza del nostro Paese».
    Molte le ipotesi che si alterneranno durante i quarantadue giorni di ricerca. Ipotesi che sveleranno segreti e rancori, arrivando a costruire un incredibile reality show dell’orrore e del grottesco. Avetrana, il paese dove tutto si svolge, ne sarà un vero set a cielo aperto. La serie cerca di spiegare come il comune tarantino rappresenti il caso che più di ogni altro ha canalizzato l’attenzione mediatica, creando un vero e proprio circo per il quale non interessava più la ricerca della verità, quanto sviscerare tutti gli aspetti più morbosi.

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