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sabato 1 Ottobre 2022
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    Una trentina di detenuti positivi in carcere a Taranto

    Sono circa una trentina i positivi al Covid nel carcere di Taranto. A cinque mesi dall’ultimo focolaio il Sappe, sindacato autonomo di polizia penitenziaria, teme che possa scoppiarne un altro.

    Le positività, spiega il segretario nazionale del Sappe, Federico Pilagatti, sono state confermate «questa mattina dai tamponi effettuati su alcuni detenuti che erano stati a contatto con un paio che avevano manifestato tutti i sintomi».
    Il sindacato spera che la vaccinazione di massa di poliziotti e detenuti della struttura penitenziaria tarantina «possa contribuire a tenere sotto controllo la situazione, però rimane un grosso rammarico per la superficialità di certi comportamenti».
    Dopo il focolaio del giugno scorso, la Asl, denuncia il Sappe, non avrebbe attivato «una rete di controlli più stretti ed efficaci per evitare il ripetersi di situazioni analoghe».
    Il carcere di Taranto accoglie detenuti dalla regione e da fuori: la struttura ha 300 posti ma è arrivato a contenere quasi 700 persone senza che ci siano i poliziotti necessari, denuncia il Sappe. «Come mai – chiede il segretario generale – il governo pretende che i poliziotti per entrare nel carcere a lavorare benché vaccinati debbano esibire il green pass, mentre familiari di detenuti, avvocati, visitatori e quant’altro, che hanno poi contatto con i detenuti entrano senza alcun controllo?».
    Il sindacato ha chiesto un incontro con il prefetto di Taranto, quale massimo rappresentante delle istituzioni nonché responsabile dell’ordine e della sicurezza pubblica a livello provinciale, «proprio per parlare delle criticità del penitenziario del capoluogo Jonico, convocazione che purtroppo non è mai giunta. Il Sappe chiede un immediato sfollamento di almeno 200 detenuti, dopo aver effettuato i tamponi ed essere risultati negativi; l’invio immediato di almeno 50 poliziotti; il blocco dell’ingresso di detenuti e delle udienze in video conferenza di detenuti che non sono ristretti nel carcere di Taranto; l’invio da parte della Asl di Taranto del personale sanitario necessario per far fronte in maniera adeguata alla situazione; il controllo di tutti i visitatori del carcere tarantino. Se ciò non dovesse avvenire, il Sappe organizzerà nella città di Taranto una manifestazione», conclude Pilagatti nella nota.

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