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sabato 1 Ottobre 2022
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    Diritti Umani applicati nella mostra «Rom e Sinti: storia e storie da scoprire»

    Fermi a un semaforo, capita a tutte e tutti di incontrare persone di etnia Rom e Sinti che chiedono una moneta per lavare il parabrezza dell’auto. Prevalentemente donne e bambini. Spesso si incontrano in giro per le strade a rovistare fra i rifiuti; sempre trainano borsoni e carrelli carichi anche di pregiudizi, discriminazioni e appellativi per nulla gentili con cui vengono comunemente apostrofati. La mostra illustrata “Rom e Sinti: storia e storie da scoprire”, inaugurata al Museo Civico di Bari vuole contribuire alla conoscenza della storia millenaria del popolo Rom e Sinto e, allo stesso tempo, offrire un modo creativo e semplice per fare i conti con il razzismo che solitamente affiora, a vari livelli, quando si parla di Rom. In programma negli spazi del Museo civico fino al 21 novembre. 

    “Rom e Sinti: storia e storie da scoprire” è organizzata dalla cooperativa sociale Il Nuovo Fantarca nell’ambito del progetto Fuori Campo, cofinanziata dalla Regione Puglia – Coordinamento Politiche Internazionali sezione Relazioni Internazionali -, in partenariato con il Festival delle Donne e dei Saperi di Genere e l’associazione Circondario. 
    La mostra nasce dall’incontro di due donne e dall’unione di interessi, intenzioni e obiettivi delle realtà che rappresentano: Rosa Ferro, coordinatrice del progetto e operatrice della cooperativa sociale Nuovo Fantarca impegnata sul territorio per l’integrazione vera delle persone marginali di Bari, e Francesca Romana Recchia Luciani, professoressa di Storia delle filosofie contemporanee all’Università di Bari e presidentessa del Festival delle donne e delle discriminazioni di genere impegnata sui temi delle discriminazioni a tutti i livelli, in particolare discriminazioni di genere.
    L’esposizione si articola in due parti: una prima parte presenta 25 pannelli disegnati dall’artista anglo-russa Irina Hale, molto attiva e attenta a rappresentare le ingiustizie sociali. Il suo è un racconto a grandi tappe della storia del popolo Rom e Sinto, dalle numerose deportazioni che hanno subito già a partire dal 1400, fino ad arrivare alla situazione attuale in buona parte dell’Occidente, Italia compresa, in cui le comunità Rom continuano a vivere in campi invivibili, spesso abusivi, privi di servizi igienici, acqua ed elettricità. I disegni sono realizzati su cartoni riutilizzati. La seconda parte, curata da Domenico Semisa, studioso barese delle culture delle minoranze, presenta modelli positivi di persone Rom e Sinte che si sono distinte a livello nazionale e internazionale in vari settori, dallo sport, alle arti, alla politica. Alcuni sono molto noti, come Charlie Chaplin, Moira Orfei, Elvis Presley. Un viaggio, quindi, di conoscenza e scoperta.
    La mostra si arricchirà della proiezione di due corti realizzati durante la pandemia e in parte durante il lockdown: «DONP – Dagli Oggetti Nascono Personaggi» e «Se andavo a scuola, andavo lontano». 
    Sempre oggi sarà presentata la prima mappa digitale dei principali servizi socioassistenziali della città di Bari, tradotta in tre lingue: italiano, rumeno e romanes, realizzata dagli operatori Giuseppe Arrivo, Annarita Digioia e Alisa Rezmuves, con traduzioni in romanì di Giorgio Bezzecchi. 
    Alla visione dei corti seguirà un incontro dibattito.
    La mostra, gratuita, è aperta dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 16.30 alle 19.30. Domenica 21 novembre, dalle 9.30 alle 13.30. Per prenotazioni: nuovofantarca@libero.it e 338.7746218.

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