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martedì 27 Settembre 2022
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    Bari perde posti nella classifica Ecosistema Urbano

    La città di Bari precipita dall’84° posto all’88° nella classifica scaturita dal rapporto Ecosistema Urbano 2021 realizzato da Legambiente, in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 ore.

    Nonostante i progetti del parco nell’ex Caserma Rossani (già realizzato e da inaugurare) e quello nell’ex Gasometro con area già bonificata e con cantiere aperto a settembre per realizzare il parco, Bari risulta più inquinata di Taranto. Il capoluogo ionico che da decenni è etichettata come la più inquinata d’Europa è l’unica della Puglia a risalire la china portandosi dall’86° del 2020 al 77° posto (con un punteggio di 45,66%), un dato positivo e sorprendente dovuto al calo della concentrazione media di NO2 (biossido di azoto) da 14 a 10 ug/mc nell’aria e lieve aumento nella presenza di alberi per cento abitanti e nel verde totale e supera Bari distaccandola di 11 posizioni. Bari invece è scesa dall’84° all’88° posto (42,53%) pur migliorano i dati sia per inquinamento dell’aria che per ciclabilità e rapporto di alberi per abitanti.
    Nella classifica delle 105 città capoluogo d’Italia troviamo Lecce al 67° posto con un punteggio di 49,64, la migliore della Puglia nonostante abbia perso 10 posizioni rispetto ad un anno fa. Perde due posti in classifica Foggia che scende al 90° (41,49%), mentre Brindisi scende di 22 posizioni precipitando al 103° (30,03%), entrambe sono fanalini di coda. Per la Bat – rende noto Legambiente Puglia – i dati non sono stati presi in considerazione perché incompleti e in alcuni casi non pervenuti.
    Le città di Bari e Taranto oltre ad aver migliorato la qualità dell’aria, si sono dotate di maggior infrastrutture per la ciclabilità. Foggia perde posizioni con il calo nella raccolta differenziata mentre Lecce spicca in negativo per il crollo sull’uso efficiente del suolo.
    «L’appuntamento annuale di Ecosistema Urbano ancora una volta fotografa una Puglia statica, sicuramente complice anche l’emergenza sanitaria che abbiamo vissuto. – dichiara il presidente di Legambiente Puglia, Ruggero Ronzulli – Ora, però, i comuni sono chiamati ad osare, spendere bene e concretamente i fondi del PNRR, perché sono già pubblicati bandi dai ministeri per l’assegnazione di risorse da destinare alla differenziata e alla costruzione di impianti di riciclo, alla nuova mobilità, alla forestazione urbana, al ciclo integrato delle acque. Tra le buone pratiche pugliesi troviamo i nuovi parchi di Bari con l’ex Caserma Rossani e l’ex Gasometro, per Lecce invece la pianificazione territoriale con il Piano Comunale delle Coste».
    A influenzare le negatività sono il maggior numero di auto in circolazione, il crollo nell’utilizzo del trasporto pubblico, e il raggiungimento preoccupante di livelli superiori di smog e di perdite d’acqua lungo la rete idrica. Alcune città raggiungono buoni voti invece per la raccolta differenziata e dei chilometri di piste e infrastrure ciclabili.
    Diciotto gli indicatori utilizzati per giudicare i capoluoghi delle 20 regioni e riguardanti le sei componenti di aria, acque, rifiuti, mobilità, ambiente urbano ed energia e stilare la classifica delle performance ambientali delle città.
    Nonostante i lockdown avessero portato tutti gli italiani, pugliesi compresi, ad utilizzare meno le auto per mesi, le città non hanno migliorato la qualità dell’ambiente, anzi risulta attualmente peggiorato poiché molti – per evitare possibili contagi pandemici – evitano l’utilizzo di mezzi pubblici. Per Legambiente c’è “un sostanziale immobilismo nelle politiche improntate alla sostenibilità – si legge in un comunicato – seppur con qualche importante eccezione e best practice cui guardare per tracciare la rotta del cambiamento su scala nazionale”.
    A livello nazionale soltanto Trento supera l’80% (84,71%) su un massimo di 100 punti, confermandosi in testa alla classifica generale con un miglioramento delle performance nell’uso di suolo e nelle concentrazioni di NO2 e PM10, un aumento della raccolta differenziata e delle infrastrutture ciclabili. La media nazionale è invece pari a circa il 53,05%, ma nessuna delle città pugliesi raggiunge tale punteggio.
    Il rapporto Ecosistema Urbano 2021 è scaricabile sul sito web di Legambiente. 

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