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giovedì 6 Ottobre 2022
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    Si fingeva un calciatore per adescare minorenni sui social

    Si fingeva un giocatore delle giovanili della Lazio per adescare minori su un noto social network molto diffuso tra i giovani.

    Grazie alla collaborazione dei compartimenti di Polizia Postale e delle Comunicazioni di Puglia e Piemonte è finito in manette un 48enne, su ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP su richiesta della Procura della Repubblica di Bari.
    Violenza sessuale e pornografia minorile a carico dell’uomo che ha indotto, fingendosi un 15enne, ragazze minorenni a compiere atti sessuali inducendola a inviargli video e foto che la ritraevano in tali atteggiamenti.
    L’indagine è partita a seguito della denuncia della madre di una minore alla Polizia Postale di Foggia ed è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Bari: la madre della 12enne ha denunciato di aver trovato in un cloud familiare, condiviso anche dalla minore, immagini autoprodotte dalla stessa, senza essere in grado di precisare se tali immagini fossero state inviate ad altri soggetti.
    Gli accertamenti hanno consentito di accertare che la minore aveva prodotto video e foto intime che aveva poi inviato, su richiesta, ad un fidanzato virtuale, romano e 15enne, conosciuto su un noto social network molto diffuso tra i giovanissimi.
    L’uomo raccontava di non potersi mostrarsi in volto per regole della società calcistica in cui giocava. La ragazzina ha raccontato anche di aver parlato telefonicamente con quella che si spacciava per la madre del giocatore e di aver visto e parlato in videochiamata con un uomo che diceva di essere l’allenatore del fidanzato allo scopo di avere, in deroga alle fantomatiche regole calcistiche, il consenso a continuare il rapporto.
    Le indagini della Polizia Postale hanno permesso di accertare che il presunto allenatore era in realtà l’indagato, che aveva creato e registrato un profilo social spacciandosi per un 16enne giocatore di calcio, ottenendo così l’adesione di circa 1500 tra “follower” e “following”, la maggior parte dei quali risultavano essere ragazze minori degli anni 18.
    Ulteriori approfondimenti hanno accertato che l’indagato, utilizzando lo stesso trucco, aveva adescato più minori in una fascia di età compresa tra i 12 e i 16 anni con cui manteneva rapporti virtuali e dalle quali si faceva inviare video e foto di natura pedopornografica. In un’occasione si era presentato ad un appuntamento fingendosi lo zio del ragazzo e invitando la minore a salire in auto per accompagnarla dal nipote. Invito fortunatamente declinato.
    Sui dispositivi dell’uomo sono stati rinvenuti, inoltre, screenshot di video di indubbia natura pedopornografica e sessioni di chat “sentimentali” con le minorenni.

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