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giovedì 6 Ottobre 2022
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    Sale la spesa per i farmaci ospedalieri, sforato il tetto assegnato

    Scende la spesa della Regione Puglia per i medicinali ritirati in farmacia presentando la ricetta rossa, ma dagli ospedali arriva la mazzata di un +264 milioni rispetto al tetto assegnato di 529 milioni. E il presidente commissione regionale Bilancio e programmazione, Fabiano Amati, incalza i direttori generali delle Asl pugliesi che non controllerebbero la spesa. 

    Così Amati pone i paletti: «Lo spreco di risorse nella farmaceutica diretta, cioè quella ospedaliera, che nel 2020 è stato pari a 246 milioni, è causato dal mancato controllo continuativo, da parte dei direttori generali delle aziende sanitarie, dei puntualissimi dati di monitoraggio. È quanto riferito dai dirigenti della sezione farmaceutica nelle Commissioni Bilancio e Sanità. A questo punto serve una norma che responsabilizzi i manager delle Asl, perché è ancora troppo grande lo spreco, nonostante alcuni segnali di miglioramento rispetto agli anni scorsi».
    Parla di risultati contraddittori, Amati, con «eccesso di spesa per le Asl, più 264 milioni nel 2020 rispetto al tetto di 529 milioni, e notevoli risparmi per la convenzionata (quella della ricetta rosa), meno 98milioni nel quadriennio 2017-2020. Negli acquisti diretti dei farmaci da parte delle Asl pugliesi si è registrato, riferito solo al 2020, uno scostamento di oltre 263 milioni di euro. Secondo quanto spiegato in Commissione, questo dipende dalla necessità di una maggiore verifica da parte delle Asl soprattutto sull’appropriatezza prescrittiva da parte dei medici specialistici, sulla mancata adesione a fare centralizzate regionali o sul mancato espletamento di gare ponte per prodotti non acquistati dal soggetto aggregatore regionale e sul non sufficiente utilizzo dei farmaci biosimilari o generici. Tanto per fare un esempio, esiste un farmaco per la cura dei tumori gastrointestinali che ha un costo di 1.599 euro. Il suo biosimilare costa 19,90 euro».
    Nel resoconto annuale di Aifa la spesa per i farmaci ospedalieri in Puglia, da gennaio a dicembre 2020, è di 792.933.887 euro (al netto dei gas medicinali), con uno scostamento di 279.957.730 euro che scendono a 263.808.582 euro grazie ai fondi aggiuntivi Covid. In sintesi il conto poteva essere più salato. Il buco nero sarebbe figlio, stando a quanto riferisce Amati, della mancata adesione alle gare regionali.  
    «Naturalmente possediamo un sistema di monitoraggio all’avanguardia su cui vengono caricati i dati, ma purtroppo tali dati non vengono analizzati con costanza dai manager delle aziende sanitarie – afferma Amati – e alla fine dell’anno registriamo l’amara sorpresa di uno spreco milionario sul tetto assegnato alla Puglia, che siamo costretti in parte a ripianare con fondi del bilancio autonomo, cioè risorse che si potrebbero utilizzare per altri servizi importanti».
    Poi l’altra faccia della medaglia. «Più efficiente invece la situazione della spesa per la farmaceutica convenzionata: dal 2017 si è registrata una graduale riduzione, – avverte Amati – fino ad avvicinarsi nel 2021 al valore di riferimento della media nazionale. In particolare in Puglia abbiamo avuto nel 2017 una riduzione di 28 milioni di euro, nel 2018 di 46,8 milioni, nel 2019 di 6,5 milioni, nel 2020 di 16,9 (e anche nel 2021 il trend sembra essere positivo). Complessivamente fino al 2020 la spesa si è ridotta di 98 milioni di euro. E si rileva con grande soddisfazione che per la prima volta, nel 2019 e nel 2020, la Puglia si è ritrovata adempiente ai tetti di spesa. Anche per quel che riguarda l’acquisto di gas medicali si rileva il superamento del tetto di spesa indicato dal Fondo sanitario nazionale. Nel 2020 la spesa per acquisti diretti è stata di 9milioni 224mila 958 euro, rispetto ad un tetto massimo previsto di 5milioni 248mila. Nell’anno ancora in corso la situazione non sembra variare granché: tetto di 5 milioni 272mila 798, spesa raggiunta ad oggi 9milioni 348mila 116 euro. Secondo i tecnici, dei buoni risultati (esattamente come accaduto per la spesa farmaceutica convenzionata) si avranno non appena entrerà a regime l’adesione da parte delle Asl alla nuova gara regionale espletata da InnovaPuglia».

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